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Ricordo l'estate del 1816, quando tra storie di fantasmi a Ginevra ho iniziato a scrivere Frankenstein, pensando a cosa deve un creatore al suo essere.
Cominciai questa storia nell’estate del 1816, quando le storie di fantasmi riempivano le nostre serate vicino a Ginevra e ciascuno di noi fu invitato a inventare un racconto. La mia prima idea non arrivò come un romanzo compiuto. Crebbe attraverso bozze, revisioni e una domanda che rimase con me: che cosa deve un creatore a un essere che ha portato al mondo? Quando leggi Frankenstein, guarda oltre l’esperimento stesso. Nota la prima reazione di Victor quando la creatura prende vita. Quel momento divenne il centro morale del libro.